Ho l’occasione finalmente di raccontarvi chi è Ara, graphic designer di Caratterino che vi ho già nominato diverse volte perchè ha seguito in prima persona alcuni progetti tra cui la mia nuova immagine coordinata. In questa intervista emerge davvero tutta la sua personalità e ci introduce a quello che è il mondo, sorprendente e spesso sconosciuto, della stampa e della grafica. Non mancate però di venire a farle un saluto di persona perchè il 19 e 20 ottobre anche lei sarà tra gli espositori di Wedding Factory!!!

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  • Raccontaci come è nato Caratterino e quali sono i servizi che offre.

 Lavoravo in uno studio grafico e mi piaceva la tipografia; per memorizzare i vari caratteri, ne associavo le caratteristiche a quelle di alcune persone che conoscevo. L’ idea di fondo era trattare i caratteri tipografici come fossero persone e raccontarne la storia tramite oggetti di uso comune: shopper, quaderni, magliette. Ne ho fatto una piccola produzione che per qualche anno ho portato in giro per mercatini, firmandola proprio “Caratterino”. Parallelamente ho deciso di iniziare a lavorare “in proprio” come grafica e non ho voluto abbandonare questo nome, che bene o male mi aveva portato fortuna. Illuminante l’incontro con Cinzia Bruschini che, già inserita nel mondo matrimoniale, mi parlò di immagine coordinata per il matrimonio: una assoluta novità per me che ero abituata a ricevere gli ordini delle partecipazioni dai cataloghi con le fedi intrecciate. Ho quindi scoperto un settore che offriva tantissime possibilità nella scelta della grafica, dei materiali, della rifinitura, anche grazie alla tiratura limitata del prodotto; insomma uno spasso. Attualmente quindi mi occupo di grafica e immagine coordinata per “aziende” e di coordinati per “matrimoni”, principalmente per le coppie che non vogliono un prodotto da catalogo, ma costruito esclusivamente per loro e in linea con tutti gli altri elementi scelti. Oltre al progetto grafico, seguo, per chi ne ha bisogno, anche le fasi di stampa, la scelta della carta e dei materiali, la confezione e rilegatura.

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  • Chi è Ara e cosa faceva prima…insomma quali sono i tuoi precedenti : )

Vengo da studi urbanistici e dall’esperienza come grafica in un centro stampa digitale; dall’urbanistica ho preso la comunicazione tramite “icone” senza troppi orpelli, la rappresentazione cartografica, l’idea della sintesi quando devi comunicare qualcosa in pochissimo tempo (es. la segnaletica). Dagli anni in centro stampa ho imparato a rispettare i criteri grafici affinchè un tipografo non ti rincorra insultandoti e sopratutto a conoscere tutti i passaggi che stanno dietro alla progettazione a monitor: tagliare i grandi fogli di carta, calibrare i colori, rifinire gli stampati e sapere che fine faranno i files. Il resto è curiosità e “autoformazione”. Mi piace molto la rilegatura a mano. Fosse per me metterei bianco, nero e geometrie praticamente ovunque, e comunque ci sarebbe sempre qualcosa di troppo! L’ispirazione maggiore mi viene dalle cose che conosco meglio, ossia le copertine dei dischi.

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  • Gli sposi soprattutto italiani faticano a comprendere l’importanza della grafica all’interno del matrimonio e soprattutto che grafica e stampa sono due cose ben diverse. Come si può aiutare a   capire questa idea?E che non esiste solo l’invito ma che si parte da quello per arrivare a menù, libretti cerimonia, segnaposto etc..?

In realtà credo che la capacità di astrazione sia un talento veramente di pochi. La maggior parte di noi ha bisogno di vedere prima di potersi “innamorare” di qualcosa. Quindi è comprensibile che chi viene da me arrivi già con dei riferimenti visti, o mi chieda “lo stesso invito di Tizio cambiando solo il colore”. Questo anche perchè, per anni, siamo stati abituati a vedere gli inviti di matrimonio raccolti in un catalogo tra cui scegliere. Purtroppo l’unico modo è cercare di dare subito un’offerta più possibile precisa; quindi proporre già le carte più adatte e le possibili realizzazioni per quel tipo di progetto. Le opzioni sono infinite e restringere il campo è fondamentale per non andare/mandare in confusione. Credo che stampa e grafica vadano di pari passo; coordinare è fondamentale, ci sono carte nate per un certo tipo di stampa e grafica, e progetti grafici più adatti a un certo tipo di realizzazione. Una cosa che mi aiuta, a volte, è far vedere il progetto grafico totalmente in nero; se questo è convincente, siamo certi che funzionerà nelle varie versioni. Un altro esempio che porto spesso sono gli inviti “digitali” o i siti costruiti ad hoc (uno su tutti quella cosa meravigliosa che fecero Jess&Russ): da lì ci si può convincere che un progetto eccezionale funziona anche a monitor.

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L’idea di coordinato è ancor più recente, anche perchè fino a poco tempo fa ogni componente era gestita da persone diverse: il ristorante faceva il menu, la tipografia faceva l’invito, gli amici il libro cerimonia etc. etc. È vero che l’invito è l’elemento che ha modo di essere più apprezzato (perchè è il primo che si riceve e si ha tempo di toccarlo, rivederlo, studiarlo); è anche vero però che se si anticipa un tema, un’atmosfera o semplicemente il proprio gusto tramite l’invito, gli ospiti si aspettano che questo sarà portato avanti anche il giorno dell’evento. Non serve chissà cosa, basta un richiamo o un filo conduttore per ottenere un risultato ordinato e veramente unico. Solitamente per invitarli a fare questo, mi aggrappo a un “logo”, un monogramma, un motivo: insomma un elemento grafico che sia talmente legato agli sposi da invogliarli a portarselo dietro.

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  • Come nasce l’immagine coordinata per un matrimonio?Da cosa parti con gli sposi e come si lavora insieme?

Mi faccio raccontare un po’ della loro storia (senza invadenza), a che punto sono con i preparativi, cosa hanno scelto, cosa no etc. etc. Insomma una chiacchierata. Mi aiuto con una sorta di “questionario” (che mi è anche utile nei casi in cui mi rapporto solo via mail), in cui chiedo anche qualcosa a livello di gusti personali (dai film a cui sono legati, ai luoghi che hanno segnato la loro storia d’amore) ; poi qualche dettaglio tecnico, tipo colori principali, tessuti, location. Ormai le spose sono avantissimo e arrivano già con la board di Pinterest comunque. Se poi sono accompagnati da una wedding planner ovviamente il tutto è facilitato dalle sue linee guida. Last but not least: chiedo il budget, che verrà rigorosamente rispettato, massimizzando le risorse disponibili per ottenere comunque un ottimo risultato. Poi si procede per gradi: faccio due prime proposte partendo per prima cosa dall’invito; cerco di dare due opzioni abbastanza diverse tra loro e da lì, se una delle due convince, la si porta avanti per costruirne tutto il progetto completo. Solitamente gli elementi come menu e segnaposti sono quelli delle “corse degli ultimi giorni”; ormai ho individuato le tempistiche e la cosa non mi spaventa più! Se poi sono accompagnati da una wedding planner, la mia specialità è gettarli tutti nel panico e farli rassicurare magistralmente da lei!

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  • Ci sono dei consigli che ti senti di dare ai futuri sposi nelle varie scelte?

1. Non seguire le mode se non vi appartengono; le persone che avrete vicino quel giorno e che riceveranno il vostro invito vi conoscono bene, e non c’è niente di peggio che condividere con voi qualcosa che non vi rappresenta ma è solo l’ultima tendenza del momento. 2. Non sentirsi frustrati se il budget a disposizione non è altissimo; si possono ottenere risultati notevoli anche con materiali e processi “base”.

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  • A livello tecnico, novità interessanti da proporre per il 2014?

Il settore stampa è sempre in movimento, il nostro limite a volte è l’impossibilità di avviare processi di stampa elaborati per tirature basse. Al momento sto sperimentando l’oro stampato in digitale, che permette quindi di ragionare in quantità limitate, e la carta accoppiata; quest’ultima è la mia nuova fissa, un po’ perchè mi piace lavorare con la carta, un po’ perchè l’idea di due fogli diversi accoppiati che creano qualcosa di unico e “bifacciale” è veramente la sintesi del matrimonio (sono una dura col cuore tenero).

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  • Tuoi progetti e idee future?

Lo studio: vorrei uno studio, o almeno uno spazio che non stia tra la cucina e il bagno! Poi vorrei restringere il campo e dare un taglio più personale alle stationery di matrimonio: non dico “fare un catalogo” perchè non è esatto, diciamo che vorrei limitare l’offerta a opzioni varie e personalizzate, ma comunque riconducibili a un unico filone di stile veramente mio (difficilissimo dai!).

Contatti

Ara Marvin – Caratterino
hello@caratterino.com
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